Pierre Gerard/Shinkei “Static Forms”
Filosofi di forme apparentemente statiche, l’italiano David Sani in arte Shinkei e il belga Pierre Gerard, chiamati in Static Forms ad appoggiare -come sempre al silenzio- sculture di suono che si plasmano intorno all’estremo filo dell’udibile.Difficile trovare due artisti così strettamente legati alle maniere, quelle più radicali delle arti minimaliste, per intenderci parliamo di musicisti che scelgono di svuotare l’ascolto muovendosi intorno alle pratiche d’estetica.
Le cose che contanto per Gerard sono durata, soundcolor e dinamica, lo sanno bene i diciotto minuti di Wooden Mouldings For The Assembly prima traccia di Static Forms in cui continuare il discorso -iniziato con Plateaux (Koyuki-2009) – sull’area di soglia. A questo si agggiunge una presa di coscienza dello spazio inteso come contenitore in cui rilevare le ombre cioè gli elementi impercettibili (note di pianoforte, interruzioni, interferenze o suoni isolati) che giocano tra movimenti di campo e di volume. Per Shinkei -all’apparenza più legato all’azione – invece l’arte del dettaglio alla Roden e la poesia degli oggetti di Rilke allaccia alla pratica della lower case music e come sempre con la predilezione per suoni prettamente acustici.
Tutto il resto è una continua riflessione sonora tra bassa frequenza, suoni oggetti, field recordings, sfrigolii di particelle, interruzioni, pieghe e frammenti.
Come diceva Arthur Russell quello spazio estremo (qui in poco più di trenta minuti) in cui non puoi portarci le percussioni, ma in cui portare la mente.
(6.5)
