Mark Fell “Multistability”
Il percorso è tortuoso, il contenuto è ricco e la parola è al suono. Da una parte il potere dell’elettronica solenne, asettica e inflessibile di Mark Fell dall’altra le microfrequenze e le sensibilità glitch della Raster Noton. Multistability, prodotto in collaborazione con il giapponese Yasunao Tone, tutt’altro è che un continuo dell’esperienza scritta recentemente con Mego Editions (UL8) ma un perfetto confluire d’architetture inflessibili (approfondite negli anni con Matt Steel nel progetto SND) e di un’attenta cura e predisposizione all’estetica del suono. A graffiare il sottovuoto, sostituendo quasi definitivamente l’ossessività ritmica, elementi da laboratorio che dimenticano la tonalità per concentrarsi sulla forma, dilatata (Multistability 2-A) accellerata (Multistability 3) o fuori fase (Multistability 9) a precipitare in una subliminale area di confine in cui far convivere blips, minimal techno, glitch, slanci in 8 bit e pillole di groove.Per Mark Fell accettare i rischi della sperimentazione vuol dire portare al limite gli elementi primari, spogliandoli – a contrario di Attack on Silence - di un riferimento (in quel caso audiovisuale), di un contesto e di un divenire per concentrarsi sulla geometria pura. Uno stile che esige una totale devozione al suono senza per questo impedirne di certo fortuna. Con fierezza quindi sottoscriviamo, musica orgogliosamente laterale.
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